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Carnage
Anno: 2011
Genere: Dramma / Commedia
Voto: (7.2)
Paese: Spain / Poland / Germany / France
Durata: 80 min.
Regista: Roman Polanski
Studio: SBS Productions
Cast: Jodie Foster / Kate Winslet / Christoph Waltz / John C. Reilly / Julie Adams / Elvis Polanski / Eliot Berger / Joseph Rezwin / Nathan Rippy / Tanya Lopert
Trama:
In una lite al parco, un ragazzino di 11 anni colpisce un coetaneo al volto con un bastone. I genitori, due coppie di Brooklyn, decidono di incontrarsi per discutere del fatto e risolvere la cosa da persone civili. Gli iniziali convenevoli si trasformano in battibecchi velenosi e il comportamento delle due coppie degenera in situazioni assurde e ridicole.
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Die Blechtrommel
Anno: 1979
Genere: Drama / War
Voto: (7.6)
Paese: West Germany / France / Poland / Yugoslavia
Durata: 135 min.
Regista: Volker Schlöndorff
Studio: Argos Films
Trama:
Oskar Matzerah (Bennent), nato a Danzica nel 1924, decide all'età di tre anni di non crescere più. Da quel giorno non si separa più dal suo tamburo, porta al cimitero la madre e i suoi due presunti padri finché nel 1945 si risolve a diventare adulto, ma molto speciale. Tratto dal romanzo (1959) di Günter Grass, Nobel 1999 per la letteratura, è una sagra grottesca, visionaria e ribalda di vent'anni di storia tedesca, vissuta e vista “dal basso” all'insegna del rifiuto e del disgusto. È una trasposizione (fatta con Jean-Claude Carrière) grevemente illustrativa che soltanto a tratti restituisce la dimensione onirica, parodistica e barocca di Grass: almeno in 3 o 4 sequenze arriva al bersaglio. Il suo punto di forza è D. Bennent (1966), figlio dell'attore Heinz che compare nel film come ortolano: un piccolo dodicenne che risulta credibile a 3 come a 18 anni, genietto disinibito e asociale. Il suo sguardo mette in evidenza tutto quel che c'è di risibile, futile, atroce e infantile nel mondo degli adulti. Palma d'oro a Cannes ex aequo con Apocalypse Now e Oscar per il miglior film straniero.
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Inland Empire
Anno: 2006
Genere: Thriller / Mystery
Voto: (7)
Paese: USA / Poland / France
Durata: 172 min.
Regista: David Lynch
Studio: Studio Canal
Cast: Harry Dean Stanton / Julia Ormond / Mary Steenburgen / Ian Abercrombie / Justin Theroux / David Lynch / Laura Dern / Diane Ladd / Grace Zabriskie / William H. Macy / Laura Harring / Mary Sweeney / Jeremy Irons / Cameron Daddo / Jordan Ladd / Stanley Kamel / Karolina Gruszka / Jan Hencz / Krzysztof Majchrzak / Karen Baird / Bellina Logan / Amanda Foreman / Peter J. Lucas / Jerry Stahl / Fundacja Kultury / Camerimage Festival / Asymmetrical Productions / Inland Empire Productions / Marek Zydowicz / Jeremy Alter / Angelo Badalamenti / Melanie Rein / Heidi Bivens / Johanna Ray / Christina Ann Wilson
Trama:
Un'esperienza. Inland Empire di David Lynch non è un film organico, lineare, comprensibile, con un inizio e una fine definibili tali, ma è innanzitutto un'esperienza sensoriale. Un flusso di pensiero libero di un artista, che non richiede spiegazioni, ma solamente intuizioni, emozioni personali, positive o negative che siano. Si potrebbe parlare di mondi paralleli, di realtà e finzione che si fondono, si incontrano, si abbandonano, di cinema e televisione (e di pellicola e digitale), del concetto del Tempo, non sequenziale, "random" e assoluto. Si potrebbe anche analizzare il film nei dettagli dei frammenti che compongono la storia. Si potrebbe anche non giudicare, e semplicemente sentire, subirne il suo effetto. Inland Empire, infatti, per la lunga durata (172 minuti di Lynch, in ogni caso, mettono a prova anche i suoi fan), è uno straordinario bombardamento di immagini e suoni, ai quali lo spettatore non può non reagire. La perdita dell'orientamento che ne consegue provoca una totale apertura verso ciò che è sullo schermo, generando le emozioni a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza. Lo si può amare, odiare, rifiutare, non giustificare. Paradossalmente, in riferimento al giudizio di valutazione potrebbe valere una stella, tre stelle, cinque stelle. Il sospetto che un'opera simile sia un divertissement di Lynch stesso, non va tralasciato. Anche se fosse, comunque, il risultato sarebbe il medesimo, perché di questi tempi uscire con una sensazione violenta, da una sala è sempre più raro. Inland Empire è un'esplorazione, un esperimento, un varcare i confini noti e verificarne la possibilità e i limiti. Fra dieci anni, chissà, sarà considerato un capolavoro.
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The Chronicles of Narnia: Prince Caspian
Anno: 2008
Genere: Fantasy / Family / Adventure / Action
Voto: (6.7)
Paese: Czech Republic / Slovenia / Poland / USA
Durata: 149 min.
Regista: Andrew Adamson
Studio: Walt Disney Pictures
Cast: Ben Barnes / Georgie Henley / Skandar Keynes / William Moseley / Anna Popplewell / Sergio Castellitto / Peter Dinklage / Warwick Davis / Vincent Grass / Pierfrancesco Favino / Cornell John
Trama:
I quattro fratelli Pevensie devono tornare a Narnia per una nuova missione: sconfiggere il malvagio re Miraz e riportare sul trono il legittimo erede, il principe Caspian.
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La double vie de Véronique
Anno: 1991
Genere: Drama / Fantasy / Music / Romance
Voto: (7.8)
Paese: France / Poland / Norway
Durata: 92 min.
Regista: Krzysztof Kieslowski
Studio: Sidéral Productions
Cast: Irène Jacob / Lorraine Evanoff
Trama:
Una ragazza polacca, Weronica, e una francese, Vèronique, pur non avendo nessun legame, sono uguali come gocce d'acqua, hanno lo stesso amore per la musica e la stessa malformazione al cuore. Per una misteriosa corrispondenza, la francese farà tesoro della tragica esperienza dell'altra.
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Antichrist
Anno: 2009
Genere: Dramma / Horror / Thriller
Voto: (6.3)
Paese: Poland / Sweden / Italy / Germany / France / Denmark
Durata: 49 min.
Regista: Lars von Trier
Studio: Polski Instytut Sztuki Filmowej
Cast: Willem Dafoe / Charlotte Gainsbourg
Trama:
Un uomo, una donna. Un marito e una moglie che fanno l'amore con grande trasporto. Nel frattempo il loro bambino esce dal box in cui dormiva, si arrampica sulla finestra per guardare affascinato la neve che cade e precipita morendo. La donna a distanza di un mese non riesce a riprendersi e il marito, che è anche uno psicoterapeuta, decide di curarla anche se i protocolli della professione non lo consentirebbero. Inizia così un percorso che condurrà entrambi in una casa nel bosco dove la tragedia è in agguato. "Lascia ch'io pianga/ mia cruda sorte/ e che sospiri la libertà" È con questi versi di Handel che si apre e chiude quello che Lars Von Trier afferma essere il più importante film di tutta la sua carriera. Noi diremmo di più: si tratta del film in cui il regista danese gioca finalmente con se stesso a carte totalmente scoperte. Ciò che veramente pensa delle complesse e comunque misteriose dinamiche che stanno alla base del rapporto uomo/donna viene finalmente depurato dalle tematiche sociali che in tutti gli altri film (perlomeno a partire da Europa) tentavano, invero senza riuscirci del tutto, di occultarlo. È nudo Von Trier questa volta. Non si limita a portare i suoi due attori all'estremo con scene che faranno abbassare lo sguardo a più di uno spettatore ma va oltre. L'idea del film nasce da un lungo periodo di depressione e finisce con il costituire una sorta di tentativo di terapia su grande schermo. I detrattori del regista danese hanno ora una freccia in più al loro arco la cui punta è stata opportunamente avvelenata dallo stesso Von Trier. Perchè questo è senza dubbio il suo film più squilibrato e al contempo più ambiguamente sincero. L'ossimoro è funzionale all'intera filmografia del regista ma torna ad esserlo, con maggior forza, anche in questa occasione. Perchè qui viene portato all'ennesima potenza il terrore che Von Trier prova verso il femminile anche se poi tenta di occultarlo con la pretesa di aver mostrato un maschio che pretende di porre sotto totale controllo la propria compagna subendone le conseguenze. La Natura (vedi caso nome femminile al punto che la si definisce solitamente Madre) è nella sua visione una creatura di Satana e la donna finisce con l'esserne la più diretta e pericolosa espressione. Dafoe sullo schermo altri non è che un Von Trier più giovane che soccombe, dopo aver cercato la strada della razionalizzazione, alla ineludibile irrazionalità totale del femminino che ha una sola strada per non nuocere: negarsi e negare in modo definitivo la possibilità del piacere. Chi sia l'Anticristo sarà lo spettatore a deciderlo. Certo è che mai come in questa occasione è emerso il lato più oscuro (qualcuno dirà "malato") di questo regista che forse grazie proprio ad Handel ci confessa il suo tormento: la sua è la dura sorte di chi soccombe quotidianamente a quella che sente come la gabbia di un corpo desiderante il sesso femminile. Con questo harakiri cinematografico ha inizio il tentativo di liberazione. Tre stelle per lo spudorato coraggio.
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Notturno bus
Anno: 2007
Genere: Comedy / Crime / Drama / Romance
Voto: (6.9)
Paese: Italy / Poland
Durata: 104 min.
Regista: Davide Marengo
Studio: Emme
Cast: Giovanna Mezzogiorno / Francesco Pannofino / Marcello Mazzarella / Massimo De Santis
Trama:
Franz, autista d'autobus, continua a sperare nella grande svolta e continua a giocare a poker - e a perdere. Finché non irrompe nella sua vita Leila, una falsaria bella e intrigante. E molto bugiarda. La misteriosa geometria del caso spinge Leila e Franz nel bel mezzo di una lotta spietata per un microchip che può rovinare un personaggio molto potente... Insperatamente li aiuterà Matera, un agente dei servizi segreti amante del jazz e delle buone letture.
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