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My Own Private Idaho
Anno: 1991
Genere: Drama / Romance
Voto: (7)
Paese: USA
Durata: 99 min.
Regista: Gus Van Sant
Studio: New Line Cinema
Cast: River Phoenix / Keanu Reeves / James Russo / William Richert / Chiara Caselli / Flea / Grace Zabriskie / Udo Kier
Trama:
E' la storia dell'amicizia tra due prostituti, Mike e Scott, che vivono a Seattle, per strada, vendendosi a uomini e donne. Mike è gay, soffre di narcolessia e siccome fu abbandonato da bambino ha sempre vissuto con l'ossessione di voler ritrovare sua madre. Scott, invece è il figlio ribelle di una famiglia di elevato ceto sociale che vive principalmente per mettere in imbarazzo suo padre. Mike è innamorato di Scott, che però si dichiara etero e sostiene che la loro vita di strada è solo temporanea. Assieme i due ragazzi affrontano un lungo viaggio da Seattle a Idaho fino a Roma, per cercare di trovare la madre di Mike...
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Inland Empire
Anno: 2006
Genere: Thriller / Mystery
Voto: (7)
Paese: USA / Poland / France
Durata: 172 min.
Regista: David Lynch
Studio: Studio Canal
Cast: Harry Dean Stanton / Julia Ormond / Mary Steenburgen / Ian Abercrombie / Justin Theroux / David Lynch / Laura Dern / Diane Ladd / Grace Zabriskie / William H. Macy / Laura Harring / Mary Sweeney / Jeremy Irons / Cameron Daddo / Jordan Ladd / Stanley Kamel / Karolina Gruszka / Jan Hencz / Krzysztof Majchrzak / Karen Baird / Bellina Logan / Amanda Foreman / Peter J. Lucas / Jerry Stahl / Fundacja Kultury / Camerimage Festival / Asymmetrical Productions / Inland Empire Productions / Marek Zydowicz / Jeremy Alter / Angelo Badalamenti / Melanie Rein / Heidi Bivens / Johanna Ray / Christina Ann Wilson
Trama:
Un'esperienza. Inland Empire di David Lynch non è un film organico, lineare, comprensibile, con un inizio e una fine definibili tali, ma è innanzitutto un'esperienza sensoriale. Un flusso di pensiero libero di un artista, che non richiede spiegazioni, ma solamente intuizioni, emozioni personali, positive o negative che siano. Si potrebbe parlare di mondi paralleli, di realtà e finzione che si fondono, si incontrano, si abbandonano, di cinema e televisione (e di pellicola e digitale), del concetto del Tempo, non sequenziale, "random" e assoluto. Si potrebbe anche analizzare il film nei dettagli dei frammenti che compongono la storia. Si potrebbe anche non giudicare, e semplicemente sentire, subirne il suo effetto. Inland Empire, infatti, per la lunga durata (172 minuti di Lynch, in ogni caso, mettono a prova anche i suoi fan), è uno straordinario bombardamento di immagini e suoni, ai quali lo spettatore non può non reagire. La perdita dell'orientamento che ne consegue provoca una totale apertura verso ciò che è sullo schermo, generando le emozioni a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza. Lo si può amare, odiare, rifiutare, non giustificare. Paradossalmente, in riferimento al giudizio di valutazione potrebbe valere una stella, tre stelle, cinque stelle. Il sospetto che un'opera simile sia un divertissement di Lynch stesso, non va tralasciato. Anche se fosse, comunque, il risultato sarebbe il medesimo, perché di questi tempi uscire con una sensazione violenta, da una sala è sempre più raro. Inland Empire è un'esplorazione, un esperimento, un varcare i confini noti e verificarne la possibilità e i limiti. Fra dieci anni, chissà, sarà considerato un capolavoro.
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