Database
  • Tutti: 1541
  • Visti: 554
  • Non Visti: 987
Genere
Anno
Paese
Set
Studio
Visto: Non Visti
TuttiVistiNon Visti
Precedente Pagina 1 / 1 Successivo
Filtra: Regista » Alejandro González Iñárritu
Birdman: Or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Anno: 2014
Genere: Drama / Comedy
Voto: (8)
Paese: USA
Durata: 119 min.
Regista: Alejandro González Iñárritu
Studio: New Regency Pictures
Cast: Michael Keaton / Emma Stone / Kenny Chin / Jamahl Garrison-Lowe / Zach Galifianakis / Naomi Watts / Jeremy Shamos / Andrea Riseborough / Katherine O'Sullivan / Damian Young / Akira Ito / Natalie Gold / Merritt Wever / Edward Norton / Keenan Shimizu
Trama:
Un attore (Michael Keaton), celebre per aver prestato il volto a un iconico supereroe, sta allestendo una commedia da portare in scena a Broadway. Nei giorni precedenti alla prima, si ritroverà però a fare i conti con il proprio ego, tentando di recuperare i rapporti con la sua famiglia, la carriera e, in un'ultima analisi, anche se stesso.
...
Biutiful
Anno: 2010
Genere: Drama
Voto: (7.4)
Paese: Mexico / Spain
Durata: 71 min.
Regista: Alejandro González Iñárritu
Studio: Menageatroz
Cast: Javier Bardem / Maricel Álvarez
Trama:
Uxbal ha due figli, Ana e Mateo che ama profondamente e una moglie, Marambra, con la quale c'è un rapporto conflittuale che li spinge a separazioni e a tentativi di riappacificamento. Uxbal vive di manodopera clandestina che sopravvive ammassata in tuguri (i cinesi) o cerca di far crescere il proprio figlio in condizioni comunque estremamente precarie come l'africana Ige. Uxbal si trova a confronto con la morte anche di minorenni. Uxbal attende la morte, la sua. Uxbal ha un cancro che gli lascia poco da vivere. Per Alejandro Gonzales Inarritu è finalmente arrivato il film della maturità. Liberatosi dell'autoimposta necessità di far prevalere gli incastri di montaggio sulla qualità della sceneggiatura si autorizza in Biutiful a portare sullo schermo una storia tanto lineare quanto complessa e profonda. È come se quell'anello che Uxbal dona all'inizio del film (si scoprirà molto più tardi a chi) affermandone l'autenticità a dispetto di quello che ne ha detto la moglie, fosse un patto con lo spettatore. Non si cercherà più di mescolare le carte, di lavorare sulla dimensione degli scarti temporali per occultare eventuali vuoti di scrittura. Grazie al corpo/cinema di Xavier Bardem Inarritu si mette a nudo e ci costringe a ‘guardare' il dolore, a sentirlo penetrare in noi, a condividerlo. Scegliendo però sin dall'inizio una delle città ‘da cartolina' per eccellenza: Barcellona. Se Woody Allen, spinto da esigenze di budget e con una punta di autoironia, ci aveva portato a spasso per i luoghi cari al turismo di massa Innaritu fa l'opposto. La Barcellona di Gaudì sta racchiusa in un lontano panorama. La città di cui percorriamo strade e vicoli è un organismo divorato, come quello del protagonista, da un cancro sociale che ha prodotto metastasi ovunque. Non c'è nulla di ‘biutiful' se non forse, la speranza che cova nello sguardo di Mateo e in quella sua attesa di un viaggio premio sui Pirenei. Pochi film hanno saputo far ‘sentire' in modo così partecipe e lucido il magma ribollente di un animo in cui ai molteplici sensi di colpa sociale si mescola inestricabilmente la mancanza di una figura paterna (che si spera di ritrovare nell'aldilà) e, al contempo, il sentirsi padre fino all'estremo, fino all'ultimo. Fino a oltre la morte.
...
Precedente Pagina 1 / 1 Successivo
Tempo di caricamento della pagina: 0.01 sec. | MovieLib 2.9.1 - Created by Regss